Un giardino simbolo di commistione culturale, che prende vita dagli elementi della tradizione italiana e si ripropone a Tianjin, città costiera non lontano da Pechino, adattandosi al contesto urbano e climatico. Gli elementi caratteristici – i belvedere, le architetture, le siepi modellate geometricamente, i percorsi prospettici, le fontane, le opere d’arte – vengono rielaborati secondo un linguaggio contemporaneo, assumendo forme originali. All’esito del percorso progettuale, la Venere del Botticelli si sovrappone al disegno e le sue linee fanno da trait d’union tra le zone paesaggistiche.
L’installazione realizzata in occasione della 11. Biennale di Architettura di Venezia, e accolta in un suggestivo padiglione dell’Arsenale, interpreta il progetto del giardino di Tianjin rendendo protagonisti l’acqua e l’immagine. Entrando da un labirinto di bambù sorvegliato da statue giganti, il visitatore accede in un vasto ambiente buio, rischiarato solo dalle proiezioni ritagliate negli archi ciechi delle pareti. Le immagini si riflettono nell’acqua, enfatizzando il senso di profondità della vasca enorme, in cui galleggiano i Dormienti di Mimmo Paladino, cullati dalle dolci melodie dei filmati.
Un giardino italiano a Tianjin